Tutti teatro! La Medea

Tra gli appuntamenti teatrali ai quali gli studenti del Carducci si sono recati durante l’A.S. 2016/2017, c’è stato La Medea. Ecco la relazione di una delle studentesse che hanno assistito alla rappresentazione.

Il giorno 26 gennaio 2017 le classi 3AF e 2AF si sono recate a teatro per assistere alla rappresentazione de “La Medea”.

Ciò che ha colpito in particolar modo l’attenzione dei ragazzi, me compresa, è stata l’inusuale ambientazione in cui è stato rievocato il mito greco: le vicende dei personaggi si sono infatti svolte in un’atmosfera che rimandava agli anni ’20,  grazie ad un’efficace fusione, realizzata dal regista, tra la classicità e la modernità; questa sintesi si è manifestata già nella prima scena, in cui la follia di Medea è argomento di un’accesa discussione e di profonda commiserazione tra addetti alla gestione di un bistrot.

Particolarmente efficace è risultata anche la recitazione degli attori, in primis della protagonista, che è riuscita ad esprimere, intento non semplice da realizzare, la follia che ha straziato il cuore di Medea per il tradimento messo in atto dal marito, Giasone, il quale ha preferito prendere in moglie la figlia del re Creonte, poiché vantaggioso, invece di rimanere fedele alla donna che per lui aveva sacrificato la famiglia, la madrepatria e la dignità: per punirlo, Medea ha ucciso non solo la sua rivale in amore, ma anche i suoi stessi figli, in quanto solo in tal modo avrebbe davvero lacerato il cuore del marito.

In questo clima ricco di tensione, ad incrementare la dose sono stati dei cori di donne, posti ad intervallo tra le diverse scene, che consigliavano Medea sul da farsi, ma senza muovere le labbra: le loro parole provenivano dalla loro interiorità.

Da questa uscita didattica sono emersi vari spunti di riflessione su cui i ragazzi si sono in seguito focalizzati: il ruolo della donna nella società, talvolta, nel passato, legato semplicemente alla cura della casa, dei figli e del marito, il rapporto burrascoso genitori-figli e la conseguente e spregevole strumentalizzazione dei bambini per ferire il\la proprio\a partner, il tradimento non solo coniugale, ma anche degli affetti più cari e profondi, disinteressati, per finalità utilitaristiche.

Valeria Santoponte IIIAF

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