Uso e abuso di cibo – breve guida per diventare salmoni

Il cibo, il nostro compagno quotidiano, il nostro bisogno, a volte la nostra ossessione, viene da noi considerato con abbondante superficialità, classica di questo secolo, senza pensare che le ripercussioni è solo su noi stessi che cadranno.

“Noi siamo quello che mangiamo” così disse un importante filosofo tedesco. E quindi chi è merendina, chi è bistecca, chi hamburger e chi verdura. Ultimamente si vedono in giro anche qualche tofu e qualche seitan.

Cosa ha spinto il tofu e il seitan a diventare tali?

Riceveremmo sicuramente svariate risposte. Una è quella delle allergie, diete, problemi vari di digestione. Un’ulteriore è la sensibilizzazione verso, l’ormai diffuso, animalismo. Molte persone si orientano verso quest’opzione per una semplice scelta di alimentazione “sana”. A quanto pare infatti, mangiare carne, sopratutto di tipo rossa, fa male. D’altra parte non apportare proteine, fa male. Mangiare tanti carboidrati? Fa ingrassare. Merendine e zuccheri, c’è l’olio di palma. Fritti? Vade Retro. La verità è che la scelta più corretta, consigliata da tutti i medici e dietologi, è la sana via di mezzo, la cara e vecchia dieta mediterranea.

Cosa ci distoglie da questa? L’abbondanza.

Tra tutti i ristoranti, i fast-food, la cultura del cibo in continua evoluzione, come potremmo mai non provare tutto. E tra l’infinita varietà di prodotti che troviamo al supermercato come potremmo mai non comprare tutto?

Abbondanza come termine sembra dare un buon suggerimento, ovvero “ce n’è per tutti”, e invece no. Nell’area di un solo paese non è così e nell’area di molti non esiste nemmeno il concetto. Per noi invece il cibo è talmente scontato che compriamo, consumiamo, buttiamo e sprechiamo senza farci caso, senza preoccuparci delle conseguenze per l’ambiente, per il futuro e per se stessi.

La F.A.O. (Food and Agriculture Organization) riporta che gli avanzi di cibo, oltre che ad essere un oltraggio a chi non ne ha, producono dei gas metano altamente gravosi per l’ambiente. Il ricercatore Stefano Caserini , docente al Politecnico di Milano, ha calcolato che la dieta media attuale, di circa 2500 calorie e proteine, ci porta a produrre 7,5 chili di CO².* Inoltre per ogni nostro pasto giornaliero, arriviamo a consumare fino 3 litri di acqua.** Per non parlare degli allevamenti animali e dell’inquinamento da essi proveniente, per giunta le bestie cresciute lì finiscono nel nostro intestino, quindi credo sia un appetibile interesse.

Comunque, cambiare il modo in cui funzionano le industrie sembra un po’ eccessivo senza aver padroneggiato prima comportamenti più essenziali. I nostri sprechi iniziano al momento dell’acquisto. Fare la spesa ha già di per se un costo, non alimentiamolo comprando cose futili, programmiamo i nostri pasti, avremo un risparmio, una dispensa più ordinata e piatti più puliti.***

Se il nostro pasto è comunque più che sufficiente, congeliamo – un freezer vuoto è un freezer triste-. Chiama quell’amica, quella vicina, tua suocera… e deliziala con i tuoi avanzi, che in tempi di crisi…te ne sarà grata!*** Cerchiamo di rispettare le date di scadenza, basta rigirare un po’ il prodotto tra le mani e mettersi gli occhiali per trovarla, ma che c’è è assicurato! Avremo così un’idea più precisa della sua consumazione. Conserviamo consapevolmente, che non significa precipitarsi a buttare il latte scaduto da uno o due giorni, non morde.*** Anche l’ordine ha la sua importanza. I pomodori sistemati nel ripiano in alto del frigorifero ti si tirerebbero in faccia se potessero! Frutta e verdura esigono stare ad una temperatura più alta, nei ripiani in basso del frigo. Puoi tenere in alto carne e pesce, non ti aggrediranno e mangerai bene.*** Stiamo attenti all’acqua che usiamo per lavare i piatti, preferiamo le cotture a vapore e conteniamo i gas che emette il forno pre-riscaldato.***

Non sono nozioni difficili, quel che serve è accortezza, amor proprio e per l’ambiente in cui si vive. Molte malattie e forme di obesità sono scaturite da un’alimentazione scorretta, l’uso del cibo è una materia che ci dovrebbe stare a cuore, se non per altro per noi stessi, per i nostri cari e per i nostri figli.La corrente di consumo che caratterizza il secolo moderno ci sta sempre più trasportando verso l’egoismo, la quantità, la superficialità e la noncuranza, sia verso ciò che abbiamo che verso ciò che abbiamo intorno. E’ iniziando a modificare piccole azioni della vita quotidiana che puoi dar voce alla tua coscienza.

Viaggiamo contro corrente, impariamo ad essere un po’ salmoni!

*Da Doc.4 R. Bruno, Spreco.   **Da Doc.3 R. Campaci in Expo 2015       ***Da Doc.2 A. Segrè, Spreco ed educazione alimentare

Giulia Arduini VAP

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